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Villa Gregoriana.
Un giardino senza tempo che è divenuto il fiore all'occhiello di una Tivoli, che, per il resto, lentamente muore.

Questo perchè sette anni fa fu preso in gestione dal FAI che da subito lo ha affidò, a mezzo cooperativa, a nove giovani tiburtini, capaci di ridarle il lustro e la bellezza perdute.

Ragazze e ragazzi che hanno cominciato a investire progetti, vita e competenze su questa Villa e sulle sue possibilità di creare un'offerta recettiva di primo livello per tutta la città.
Legati per sette anni a un contratto ciclico part-time che doveva essere confermato anno per anno, ora rischiano di restare senza lavoro, perché il Fai non rinnoverà con la cooperativa.
Il tutto, ovviamente, nella ormai tipica e pericolosa ignoranza di un’amministrazione comunale che non sa mai nulla. O forse sa, ma è impegnata e distratta dai balletti che si consumano tra le poltrone

Domani, dalle ore 7 alle ore 13.00, davanti Villa Gregoriana, siamo allora tutti invitati a un sit-in di protesta.

Questa è l’ennesima violazione ai diritti di queste generazioni, che lavorano, costruiscono, acquisiscono capacità e sapere, per poi venire costretti, da un giorno all'altro, a ricominciare daccapo.

Così, tra chi ha voluto aprire un mutuo o avere un figlio, si consuma una storia già sentita di un lavoro senza continuità, senza prospettive, senza sicurezza.
Ma questo non è un lavoro.
E' una sottile forma di schiavitù  che si nasconde sotto un velo di finta dignità.

9 ragazzi chiamano Tivoli. E Tivoli deve rispondere.