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I CAMBI DI CASACCA NELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

una maggioranza in movimento dalle elezioni a oggi
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Sono le elezioni del 5 novembre 2017 a sancire l’avvio della XVII Legislatura dell’Assemblea regionale siciliana.
Presidente eletto è Nello Musumeci, per la coalizione di centrodestra, in un’Assemblea dove può contare su 36 Deputati di maggioranza.

70 i membri dell'ARS

All’opposizione i 34 Deputati si dividono tra Cento Passi per la Sicilia, Movimento Cinque Stelle e i due alleati di centrosinistra: Partito Democratico e PDR-Sicilia Futura-PSI.

L'inizio

Tra conferme e prime legislature, il nuovo Parlamento dell’ARS va a comporsi di 56 uomini e 14 donne di cui 6 in maggioranza.

Senza contare gli eletti dal listino regionale del Presidente, che hanno aderito a diversi gruppi all’interno dell’Aula, 2 sono i deputati di maggioranza che si sono iscritti dopo pochi giorni a uno schieramento differente da quello in cui sono stati eletti, approdando entrambi al gruppo misto:

  • l'ex on. Cateno De Luca, eletto con l’UDC
  • l'ex on. Antonino Rizzotto, eletto con Fratelli d’Italia – Noi con Salvini

Con il vantaggio ridotto sancito dalle urne, il passaggio al gruppo misto di due deputati del centrodestra racconta fin da subito di una legislatura in salita per il nuovo Presidente dell'isola.

A questi si aggiunge dall'opposizione l'on. Claudio Fava, unico eletto della lista Cento Passi per la Sicilia.

Composizione dell'ARS a inizio legislatura
Dicembre 2017
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    Fonte: elaborazione su dati ARS

    Subentri e supplenze

    La composizione iniziale dell'ARS è mutata nel corso del tempo. Ma i 4 subentri e la supplenza verificatisi hanno inciso più sulla geografia interna al centrodestra siciliano che sulla tenuta della maggioranza.

    5 i deputati entrati dopo le elezioni

    Tra questi ci sono stati due casi interessati da vicende giudiziarie.
    Il primo ha avuto come protagonista l'on. Giuseppe Gennuso, eletto nella lista Idea Sicilia - Popolari e Autonomisti: raggiunto prima da una misura cautelare che ne ha decretato la sospensione con conseguente supplenza dell'on. Daniela Ternullo, è stato poi reintegrato nell'Ars a seguito della revoca stessa, dopo il patteggiamento a un anno e due mesi di reclusione per traffico di influenze illecite.
    Il secondo ha invece riguardato il già citato ex on. Rizzotto, dichiarato ineleggibile a seguito del ricorso dell' on. Mario Caputo che gli è poi subentrato aderendo fin da subito al gruppo di Forza Italia pur se eletto con Fratelli d'Italia-Noi con Salvini.

    L'unico caso di subentro che ha coinvolto l'opposizione è quello che ha riguardato l'uscita dall’ARS dell'ex on. Giancarlo Cancelleri, candidato presidente del Movimento Cinque Stelle, al momento della nomina a Viceministro nel Governo Conte.

    Cambi di casacca

    Come abbiamo avuto già modo di far notare l’assenza di vincolo di mandato, prevista dalla Costituzione, si accompagna a una certa mobilità all’interno del Parlamento nazionale. Questo fenomeno si è mostrato anche nell’ARS.

    24% i deputati che hanno effettuato almeno un passaggio di gruppo

    Nel complesso 21 sono stati i cambi effettuati tenendo conto anche dell’eventuale iscrizione iniziale a un gruppo diverso da quello con cui i deputati si sono candidati.
    E 3  sono stati i Parlamentari ad aver effettuato due passaggi dei quali, per tutti, il primo è stato nel gruppo misto.

    In termini di contributo il passaggio a un gruppo di nuova costituzione è stato sostanziale: 13 passaggi sui 21 totali, tutti avvenuti nella seconda metà del 2019.

    3 i nuovi gruppi

    Il primo nuovo gruppo in ordine di apparizione è Ora Sicilia: a sostegno di Musumeci, si costituisce con il contributo di tre membri della maggioranza e uno dell’opposizione. Parliamo dell' on. Annunziata Lentieri, eletta nel PD che va così a rappresentare l'unico cambio di gruppo della legislatura che incrementa nel numero la maggioranza di governo.
    A oggi il destino di questo gruppo è però sospeso: avendo di recente perso l'ex on. Rizzotto e avendo il suo subentrante scelto di aderire a Forza Italia, spetterà ora all’ufficio di Presidenza stabilire se il gruppo possa continuare a esistere oppure no, essendo sceso sotto la soglia minima dei 4 membri.

    Il 2019 è anche l’anno di Italia Viva. Dopo essersi concretizzata a livello nazionale a seguito della nascita del Governo Conte bis, questo nuovo partito fa il suo ingresso anche nell’ARS accogliendo i due deputati eletti con PDR-Sicilia Futura-PSI e due degli eletti nel Partito Democratico, in un passaggio tutto interno all’opposizione.

    A gennaio 2020, a ridosso delle elezioni regionali in Emilia-Romagna e soprattutto nella vicina Calabria, nasce infine il gruppo della Lega costituitosi con due dei deputati eletti con Forza Italia, uno proveniente dall’UDC e uno con Fratellli d’Italia.
    Questa novità va a sanare quanto accaduto a inizio legislatura: la Lega aveva presentato infatti suoi candidati all'interno di un'unica lista con Fratelli d’Italia che però, all’indomani delle elezioni, aveva costituito un gruppo a sé.

    La mobilità nel centrodestra

    Di tutti i passaggi di gruppo quasi 8 su 10 sono stati interni alla maggioranza.
    Dall’inizio della legislatura Forza Italia è il gruppo che perde maggiormente consistenza: 5 sono i membri in uscita, 1 soltanto in ingresso.
    Nonostante ciò dalle elezioni a oggi si conferma il primo partito per numero di deputati, seguito dalla lista Diventerà Bellissima, direttamente legata a Musumeci, dall’UDC e dal gruppo di Idea Sicilia – Popolari e Autonomisti che hanno sempre potuto contare su 5 o 6 deputati.

    2 ogni 3 mesi i passaggi interni alla maggioranza

    Fratelli d’Italia a fine 2019, ma solo per pochi giorni, è riuscito ad avere 5 deputati e si pone come la formazione con la maggior densità di cambi di casacca: su 3 eletti a cui si è aggiunto un membro del listino del Presidente, 2 deputati sono andati via, 2 sono arrivati. E ciò non sorprende vista la crescita che Fratelli d'Italia ha mostrato negli appuntamenti elettorali dal 2017 a oggi.

    Complice la nascita dei gruppo di Lega e  Ora Sicilia, i passaggi all’interno dell’ARS mostrano un centrodestra estremamente mobile e inquieto come hanno più volte anche attestato pubblicamente le parole di Musumeci.
    Allo stesso tempo, però, la nascita di questi due gruppi ha rafforzato la maggioranza andando a prosciugare il gruppo misto, in cui a oggi resta il solo on. Claudio Fava dell'opposizione.

    LA DICHIARAZIONE

    "All'Ars ho una maggioranza? Ne prendo atto perché da quando sono stato eletto non me ne sono accorto"

    Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia
    18 Settembre 2019 - conferenza stampa

    Il gruppo misto

    Il ricorso al gruppo misto nel corso della XVII Legislatura ha riguardato deputati della maggioranza 4 delle 5 volte in cui si è verificato. Non pochi osservando la composizione parlamentare uscita dalle urne e soprattutto considerando che l'appartenenza al gruppo misto  spesso consente più libertà ai deputati nella loro azione politica, divenendo quindi un fattore di instabilità al governo in carica.
    Il periodo della legislatura in cui il gruppo misto è stato più affollato va dall’aprile 2018 al luglio 2019: mesi in cui ha potuto contare su ben 4 deputati.
     

    IL CASO

    L’on. Maria Anna Caronia è l’unico deputato ad aver effettuato il passaggio al gruppo misto a distanza di tempo dal suo ingresso nell’ARS nonché l’unica ad essere stata stabilmente in tre gruppi diversi.

    Oltre ai già citati deputati di inizio legislatura, ad iscriversi al gruppo misto fin dall’ingresso in aula c’è stato anche il subentrante on. Danilo Lo Giudice, che ha ereditato il posto lasciato libero dal dimissionario ex on. Cateno De Luca.

    Febbraio 2020

    Oggi, nonostante i numerosi cambi di casacca, la maggioranza può contare su 37 deputati, contro i 33 avversari.

    Composizione dell'ARS
    Febbraio 2020
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    Fonte: elaborazione su dati ARS

    Anche se i numeri sembrerebbero dare stabilità al governo regionale, i lavori dell'aula raccontano di un'unità non sempre granitica, tanto che il maggior pericolo per il centrodestra siciliano sembra essere proprio se stesso più che l'opposizione.