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Caro Sandro Gallotti,
è ora che ti fai da parte.


Io penso che tu sia un brav’uomo e una persona tutto sommato onesta.
Ma come penso questo, penso anche che tu non possa essere Sindaco di questa città: non hai polso, non hai carattere, non hai idee, né progetti.
E sei circondato da incapaci, da politici paesani e di quartiere, alla ricerca di tutto tranne che di una prospettiva per il futuro di tutti noi.

Ecco allora perché Tivoli muore.
Perché non sei un Sindaco ma un equilibrista sospeso su una fossa piena di leoni che per anni hanno fatto il cattivo tempo di questo territorio, alcuni dei quali pronti anche a cambiare colore politico pur di stare in maggioranza.

Ecco come ci state costringendo a vivere la città.

I servizi ai cittadini sono inesistenti.
Il decoro urbano affidato a chi, in forma volontaria, pulisce il centro o mette fiori.
Il commercio e l’artigianato vivono una profonda crisi: le attività sono costrette a chiudere.
Eppure, la coscienza di un piano turistico e delle sue prospettive non ci sono pervenute, se non per mezzo di liberi cittadini e di imprenditori che si autorganizzano. 
Le società partecipate del Comune hanno visto aggravarsi ulteriormente le loro condizioni di stabilità e qualità, rischiano la privatizzazione e gli stipendi sono a rischio.
Non vi sento mai parlare o impegnarvi per un rilancio agricolo, e questo mi spaventa molto.
I servizi sociali sono stati massacrati e umiliati.
I giovani fuggono.

La raccolta dei rifiuti differenziata resta un sogno. In zona, stiamo rimanendo solo noi in queste condizioni.
L’Aniene continua a essere uno dei fiumi più inquinati d’Italia. E pensare che in passato è stato la nostra più preziosa ricchezza.
Il centro storico soffre e la tua amministrazione è riuscita a farsi escludere da un bando regionale per la sua riqualificazione.
Cemento al Tempio d’Ercole. Cemento all’Anfiteatro di Bleso. Questa è violenza alla bellezza e alle ricchezze di questo territorio.
La cultura e la promozione culturale sono state soltanto chiacchiere e parole vuote.
La biblioteca comunale chiusa dal venerdì pomeriggio. Questo non è garantire il diritto allo studio.
Sul pericolo della discarica non ti ho visto avere il coraggio, la personalità e il desiderio di bloccarla che quel momento mi aspettavo dal mio Primo Cittadino. Tanto che ci ha dovuto pensare qualcun altro.

La mobilità interna è ridicola.
I pendolari, invece, sono carne da macello quotidiana.
Per gli studenti di Tor Vergata e per chi a Tor Vergata deve andare all’ospedale non c’è un collegamento pubblico che permetta di raggiungerla in meno di due ore. E ognuno è costretto a utilizzare il suo mezzo privato.

Le periferie delle quali tutti sempre si dimenticano vivono una condizione di estremo disagio: basta pensare al Villaggio Adriano dove ancora non c’è l’acqua potabile, o al degrado e alle difficoltà di Tivoli Terme e Campolimpido per rendersene conto.
Le strade sono impresentabili e dissestate.

Lo sport. Il palazzetto fantasma è un simbolo che non ha bisogno d’altre parole.
L’importanza di spazi (parchi, giardini, piazze, campetti) per i bambini, non presa neanche in considerazione. Eppure basterebbe poco.
L’abbattimento delle barriere architettoniche, un’utopia da Città del Sole.

Tivoli merita di meglio. Tivoli ha bisogno di meglio.
Per questo ti chiedo di non raccontarci l’ennesimo rimpasto di assessori e dirigenti.
Dimostra davvero l’amore per questa città e vai a casa con tutta la banda, lasciando il passo a chi le idee per ripartire ce le ha.

Damiano Leonardi.

 

PS: è un mese e mezzo che attendo di incontrarti per consegnarti le 1200 firme di cittadini tiburtini, raccolte per l’installazione di due canestri da basket a Villa Braschi, nell’ottica della riqualificazione e dell’utilizzo delle aree verdi come momento di crescita per i bambini, ma anche per chi più bambino non è.
La prossima volta devo prendere l’appuntamento un anno prima?
Fammi sapere qualcosa.
Grazie.