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Questa è per te tiburtino, per te che cammini per le vie della tua città, e ogni volta che alzi gli occhi dai piedi e dalle vetrine,noti cose che mai avevi  visto. Balconi, angoli, targhe antiche. Fiori che non c’erano ieri o non ci saranno domani.
Questa è per tiburtino, per te che vai a passeggiare a Pomata o abiti nel centro storico da sempre dimenticato.
O no, forse è per te che abiti in periferia e sei vittima dello squallore di un’edilizia figlia della speculazione più distruttiva. Ma cosa importa? Quel che è di tutti, per te, non è di nessuno.


Questa è per te tiburtino, per te che sei attaccato alle tue piccole cose, ai tuoi piccoli bar, alla tua piccola vita.
Questa è per tiburtino, che ti fidi e continui a fidarti di chi ti regala munifiche opere pubbliche soltanto per tagliare un nastro, mentre tutto quello che vive attorno a quelle opere muore. Anche se di solito muoiono prima le opere stesse, o ancor di più, nascono già morte.
Questo è per te tiburtino che hai una città come ce l’avevi vent’anni fa. A parte più cemento e più traffico.


Questa è per te tiburtino, per te che non vedi l’ora di andar via ma che troppo facilmente ignori quella terra che avrai comunque sotto i piedi e che sarà ovunque la stessa. Questa è per te, per la tua assenza e il tuo disprezzo per ciò che significa decidere il destino del luogo in cui vivi E ‘per la scommessa che fai con i dadi ogni volta che ti senti al sicuro tra le mura della tua casa. Una scommessa che forse non perderai, ma che perderanno i tuoi figli.
Questa è per te tiburtino, che non hai più le Terme, che non hai mai avuto un palazzetto dello sport, un teatro che funzioni, spazi per i giovani, per l’arte, per i colori e la natura. E poi imprechi per le partite di calcio.
Tivoli, come l’Italia, lentamente muore.

Questa è per tiburtino, per te che di sicuro contribuisci ad invecchiare questa città, con le tue polemiche, la tua noia, il tuo lamento continuo e il tuo tifo di matrice idolatra, lecchina e volta al compromesso.
Questa è per te tiburtino, per te che aspiri a farti rifare la strada sotto casa. E come se fosse un privilegio più che un diritto, ti senti d’essere gagliardo e furbo. Povero, misero idiota. Non sai neanche cosa stai cedendo.
Questa è per te tiburtino, per te che cerchi un posto di lavoro, per te che sai da chi andare a chiederlo e per te che non lo sai, e anche per te, che saresti pronto a cedere la tua dignità di essere umano perché hai figli da sfamare o una vita da cominciare, credendo di essere una goccia nel mare più che l’ennesimo pasto di una scrofa che più mangia, più ha fame. Clientele ravvicinate del terzo tipo.

Questa è per tiburtino, per te che non fai la raccolta differenziata, per te che vai all’Inchinata o in processione, e poi il giorno dopo giudichi il tuo prossimo come non farai mai con te stesso.
Questa è per te tiburtino, per te che non credi più a nulla, per te che aspetti il carnevale per gioire, per te che hai la roulotte parcheggiata tutto l’anno a Nettuno o per te che viaggi tutti i mesi.
Questa è per te tiburtino, per te che in questa città commerci e operi, per te che in questa città insegni, ripari tubi, pulisci le strade, fai gli impianti elettrici, scrivi, immagini, sogni,desideri. E dai, anche per te che lavori in banca o hai trovato lavoro vendendo il tuo diritto all’esistenza al primo avido e sporco mercante che hai incontrato.

Questa è per tiburtino, per te che credi ancora che ci possa essere una Tivoli migliore.
Questa è per te, che quella Tivoli migliore, vorrai farla vincere.