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Tivoli, Borgonuovo, 12-06-2011

Oggi non ho votato.

Sono stato in periferia. Dove l’abbandono e l’emarginazione vivono la loro iperbolica ascesa.
Quella periferia di Tivoli, che Tivoli neanche conosce. Sono stato a Borgonuovo.

Lì, tra ciarpame, sole battente e palazzi assediati dalla fame e dalla malavita si consumano storie di uomini e donne dimenticati.
Oggi ho riscoperto i loro volti.

Ho visto vecchi tentennanti sui bastoni e disabili emozionati. Ho visto donne sole e uomini perduti. Ho visto bambini curiosi accompagnare i nonni e scrutarli con attenzione. I bambini hanno la coscienza di esser piccoli.

Ho visto persone cordiali e variopinte, uomini timidi e saccenti.
E ho visto donne di novant’anni più determinate e agguerrite di quanto mai saranno le ragazze che conosco.

Oggi ho visto venire a votare anziani con le bombole di ossigeno e immigrati. Loro hanno dipinto così il loro sentimento di cura verso quest’Italia malandata. Molto di più di quanto abbiano fatto i suoi indigeni di sana e robusta costituzione.

Ne ho viste di persone oggi.

Solo alcune persone non ho visto.
I giovani. Questi giovani tanto osannati, incazzati, questi giovani che parlano del loro futuro, della storia che li attende. I giovani che la storia non vogliono prendersela.

Non so come andrà domani, ma so che oggi, l’Italia che avrebbe dovuto esserci, non c’è stata.

E tutte quelle splendide persone che oggi sono venute a votare superando i limiti del tempo che trascorre, la precarietà fisica e il sole che pulsava violento in quel deserto della ragione, sono state l’emozione più bella.

Oggi non ho votato, perchè ho osservato i volti della periferia.

Lo farò domani.