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Oggi sono andato a seguire il Consiglio comunale di Topolinia, dove tra parolacce e insulti si è consumato l’ennesimo teatrino della fattoria degli animali.

Finito il Consiglio, uno dei rappresentanti della città, una di quelle persone che quando le vedete direste “ecco una persona per bene” (curata e ben vestita) mi si è avvicinata e mi ha detto:  "Tu fa' politica come ti pare e con chi ti pare e ovviamente restiamo amici, però non voglio che fai più il mio nome quando scrivi pubblicamente".

Gli ho risposto: "Si chiama giornalismo"

E lui: "No no, nessun giornalismo. Scrivi quello che ti pare e dì quello che ti pare, ma non fare più il mio nome, perché non vorrei che poi ti accadesse qualcosa di spiacevole".

Purtroppo non ricordo il nome del rappresentante del comune di Topolinia che mi ha detto questa cosa, o meglio nessuno poteva sentirmi e non avevo registratori. E poi Topolinia neanche esiste.

Io so soltanto che questa mattina ero uscito, mi sono ritrovato a Topolinia (che non esiste ma io sono un personaggio noto per l’abuso di sostanze psicotrope) e sono tornato a casa con un “consiglio” in più sulle spalle.

Apocaleft Now. Passo e chiudo.