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Prima della lettura consigliamo di consultare il proprio medico curante e assicurarsi che non sia un colonproctologo.

E' passata una settimana da quando è stato creato il Governo Monti. Nulla ancora si può dire, se non  che sia un governo tecnico a stampo filocattolico, filo americano, filofinanziario, filobancario e filo-tutto-quel-che-c'era-prima, la cui rottura col passato è stata sbandierata nuovamente a livello lessicale: sobrietà e competenze.
Una rottura che quindi andrà ad intaccare il cabarettismo parlamentare e ministri dello stampo di Vittoria Brambilla.

Però.
Pensare che i ministri del governo Berlusconi, non avevano le competenze necessarie mi sembra esagerato: era l’indirizzo politico ciò che non andava, un indirizzo politico che mai è stato reso palese, grazie a un’opposizione incapace e all’uso di un lessico creato ad hoc, l’esperanto della politica carnascialesca. 

Ed è così che ci ritroviamo con un governo tecnico figlio di quei poteri che partono dalla chiesta cattolica, e che, passando per la massoneria e la Cia, arrivano al denaro. Tutti quei poteri che hanno governato la nostra storia finora e che ancora continueranno indisturbati a farlo.

Ministri cattolici. Ma che vuol dire? La fede dovrebbe essere qualcosa che va custodita nell'intimità del proprio privato, della propria fragilità e del proprio spirito. Quando la politica e la religione vanno ad annodarsi, accade anche che il presidente del CNR (nominato dall’ex ministro dell’istruzione Letizia Moratti) sia un personaggio che sostiene il CREAZIONISMO. Il Consiglio Nazionale della Ricerca italiano è guidato da chi sostiene il creazionismo. Darwin? Un imbecille.
Questo è un indirizzo politico!
E non è quindi una questione di partiti più o meno cattolicizzati, è che la religione deve scomparire quando si parla di potere temporale. Eppure storia alle scuole medie l'abbiamo studiata tutti.
L’Italia è uno STATO LAICO, e se alla maggioranza dei compatrioti questa cosa non va giù che facciano un referendum. Io non ci sto e alla religione nella politica farò sempre guerra.
Di qualsiasi credo si tratti.

Ministri banchieri, che dire? Persone esperte nel proprio campo? Sicuramente. Ma un banchiere fino a prova contraria ragiona da banchiere, ed è davvero questo che serve?
Io non mi sento parte di una banca fisicamente e mentalmente, faccio ripetizioni a nero per vivere e pagarmi l’università.
Cosa devo farmene di un banchiere che mi governa? Un economista mi piace, un banchiere no.
E non tutti gli economisti sono banchieri, anche se oggi ci si vorrebbe far credere questo: si sta nuovamente cambiando il significato delle parole a partire dall’equazione economia = finanza.
Ma al centro resta il denaro, quel denaro che inganni e trame storiche continua a scatenare guerre.
Per favore, rispetto per tutte quelle vite che i banchieri hanno spezzato.
Non li si elogi per lo meno.

E infine ci si faccia una domanda: le competenze sono condizione sufficiente, capace di scavalcare anche le intenzioni e le inclinazioni personali che determinano la visione di un certo tipo di società?
O sono soltanto necessarie? Chi ha studiato un po’ di analisi matematica o si ferma a riflettere un momento sul significato di condizione necessaria e di condizione sufficiente capirà come le due cose non vadano di pari passo, anche se possono stare insieme.

Io credo che questo governo fosse necessario, proprio per la sobrietà di cui si farà portatore, perché prima di riandare a far votare questo popolo forse sarebbe meglio fargli riascoltare il contenuto della politica, più che farlo parlare delle puttane di un vecchio maiale.
Soltanto per questo motivo. Pertanto non sufficiente.

Quindi né lo lodo, né mi entusiasma.

Semplicemente sono convinto che questa nazione abbia la febbre alta e che qualcuno gli abbia prescritto di curarsi con una supposta troppo ingombrante. 

Se a qualcuno piace, ovviamente, sono gusti personali.
Io preferisco lo sciroppo al lampone di Mary Poppins.

ApocaleftLaSuppostaNonMiPiace. Passo e chiudo.