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Ville, Terme, Tempi, Parchi e Riserve Naturali, le Cascate, la Rocca Pia, l’Anfiteatro di Bleso, un complesso monumentale che è uno dei più grandi al mondo (Tempio d’Ercole), un complesso di archeologia industriale immenso (le cartiere), un centro storico mozzafiato, un fiume, il Mausoleo dei Plauzi e Ponte Lucano, la vicinanza con Roma, la centralità nella regione Lazio e quindi nell’Italia, l’ingresso sull’agro romano antico, l’apertura su tutta la Valle dell’Aniene e sulla via Empolitana disseminate entrambe di piccoli centri. E sto citando solo alcune delle proprietà tiburtine.

Nonostante questo la nostra città muore.
La realtà è che tutte queste nostre fortune, nessuna esclusa, sono state predate, offese con muri o colate di cemento, lasciate al degrado e alle ferite del tempo che scorre, non utilizzate, non sfruttate, ignorate o sacrificate a interessi economici e politici di singoli o piccoli gruppi, che si sono serviti di condoni, posti di lavoro e negli asili, cancellazione di multe, salto della fila in ospedale, gestione di cooperative e chi più ne ha più ne metta, per mantenere e guadagnare consenso.

Una città che ha tutto ma che deve essere riassemblata daccapo valorizzando l’esistente, creando quel progetto turistico da tutti sempre e solo decantato, riconnettendo i suoi abitanti, creando prospettive per i giovani e non farli fuggire (uno sportello per l’imprenditoria giovanile? E’ una follia pensarlo? Non credo proprio), sviluppando l’eco-sostenibilità, curandosi di chi resta indietro e non ce la fa, ponendo l'etica e la morale a faro guida.
Mi dicono che sia un sognomatto.

Ma io ci credo, perchè ho visto lavorare su questo territorio associazioni ambientaliste, culturali, di commercianti, di ragazzi, di volontariato laico e cattolico, di protezione civile, meglio della politica di quei politici che negli ultimi venti anni hanno speso tempo ed energie a difesa del feudo, dell’intrallazzo, della fetta di potere.

Servono il  coraggio e la voglia di riportare nell'amministrazione sogni e speranze, aprendo le stanze e tirando fuori le carte nascoste e sepolte, lasciando passare luce e aria fresca.
Serve fare piazza pulita della parte brutta della vecchia politica e raccontare come la politica non sia un privilegio per pochi ma sia un patrimonio di tutti, serve relegare le questioni ideologiche alla gestione di una nazione, non di una città: lo dico da giovane uomo di sinistra che ha capito come la cultura, la solidarietà sociale, l’ambiente e la morale siano state calpestate più e più volte da quel “centrosinistra” che, a parte questi tre anni di Gallotti, ha disegnato la città negli ultimi 20.

E all'idea di mescolarmi con gli squallidi personaggi che scenderanno in campo non ci sto.
Questa città è  un gioiello e ce la riprendiamo.
Tivoli2014.
Abbiamo un anno per preparare la nostra liberazione.