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E' di sabato sera l'ingresso di tal Sara Adani sul social network più famoso del mondo.
E come ogni nuovo iscritto che si rispetti ha subito scelto la propria foto profilo: un “Titti”, saccente e astuto canarino giallo con tanto di berretto da laureato americano.

Tutto poteva apparire normale fin quando non ha cominciato a raccontare di sé e del mondo limitandosi a un'ascetica e convulsa condivisione di un'unica foto: quella del cartello del cantiere recentemente aperto a piazza Rivarola per la ristrutturazione di un palazzo privato.

Ogni condivisione è stata accompagnata da una diversa didascalia il cui senso nel complesso può essere così riassunta:
a far parte dell'equipe del cantiere sono gli architetti MariaRira Masotti, Lucio e Riccardo Coccia (suoceri e partner del ViceSindaco Irene Vota nonché tutti parenti di Augusto Masotti, principale sponsor del Sindaco Proietti) e MariaLuisa Innocenti (assessore all'ambiente). Con Proietti l'edilizia diventa fatta in casa. Affari di famiglia. Dicevano Una nuova storia. Ah buciardi.

Così di lì a poco si è scatenata l'approvazione di diversi esponenti del PD ed altri a suon di “mi piace” e “condivisioni”, probabilmente in preda a un'estasi di democrazia periclea.
Tra i pervenuti:

Marco Vincenzi (capogruppo del Pd in regione ed ex Sindaco di Tivoli)
Alessandro Fontana (segretario del Pd di tivoli)
Giuseppe Ritucci e Matteo Pallante (giovani accompagnatori del candidato sindaco Chioccia)
Nello Paolacci (storico sindaco con la A maiuscola di VillaAdriana sotto Marco Vincenzi)
Francesco Meschini (Sel)
Giorgio Ricci (primo dei non eletti del M5S)

Peccato che però tale questione non esista.
Infatti:
1) Il cartello in questione riporta come le prime due concessioni risalgano al 2013, e che quindi, l'inizio della progettazione dovrebbe risalire almeno al 2012, se non prima.
Anni in cui Proietti neanche era stato pensato.
Ricordo infatti che Proietti è diventato Sindaco l'8 giugno 2014.
2)Volendo anche fingere che il tempo possa procedere a ritroso che il 13 e il 12 vengano dopo del 14, resta ferma la NETTA DISTINZIONE tra ciò che è committenza pubblica e ciò che è committenza privata.

Quindi le cose sono due.

O i sopracitati politici non hanno pensato alle considerazioni appena riportate e si sono lanciati all'attacco alla cieca OPPURE, nonostante ne siano consapevoli,  sostengono comunque le illazioni di una Sara Adani, che, oltre a quanto detto in precedenza, conta 68 amici, la maggior parte dei quali sono degli esponenti dei partiti locali: un profilo falso creato da "qualcuno" (chissachi) per tirare fango sull'amministrazione Proietti (ma questo per loro non è un problema. Va bene così).
Ora, dovendo scegliere una delle due interpretazioni, come dice mio nonno, "se famo la conta rimane pe' l'aria".

Vorrei allora porre una domanda almeno a Marco Vincenzi e Alessandro Fontana dato che, rispetto agli altri, hanno una funzione politica e di rappresentanza molto importante e di primo piano.
Con il placet rilasciato sulla questione che non esiste cosa volevate intendere?

1) Che la famiglia Coccia-Masotti abbia sfruttato la politica per avere le concessioni e/o prendere il lavoro nonostante fosse temporalmente impossibile?
2) Che il sig. Morelli (committente) abbia subito pressioni dall'amministrazione Proietti per far fare il lavoro a loro nonostante fosse temporalmente impossibile?
3) Che l'assessore all'ambiente sia parte di un comitato d'affari?
4) Che fosse poco opportuno per i parenti di un Vicesindaco continuare a fare il lavoro che svolgono da decenni e che l'assessore all'ambiente sia parte di un piccolo comitato d'affari?
5) Un'altra spiegazione a cui non riesco io ad arrivare?

Da segnalare in ultimo anche un utente che dopo aver commentato una delle foto di Sara Adani ha specificato sul suo profilo che qualcuno gli aveva rubato la password e stava scrivendo a suo nome.

Così tra hacker e fake si consuma un capitolo sconcertante della battaglia mediatica politica tiburtina.
Fin quando i “j'accuse” colpiscono i politici o chi prende lavori pubblici, si può capire, fa parte del “gioco”.
Ma che ora anche i cittadini privati che prendono lavoro da altri cittadini privati possano essere oggetto di tali illazioni è la morte della possibilità per le persone libere di partecipare alla politica.

E questo come politico e consigliere comunale di una lista civica non faccio fatica ad accettarlo, ma lo combatto.

In attesa di una risposta...

Apocaleft's come back. Con sobrietà. Passo e chiudo.