Crea sito

Che il centro della città sia sporco e impresentabile non è una novità.
Che le periferie vivano un degrado crescente non è un segreto.

Ma la sensibilità su questa situazione sta crescendo.

Ho notato con piacere che sono nati gruppi facebook su questo argomento (come “Tivoli Riot” o “Si può fare”): l’utilizzo dei social network permette uno scambio di informazioni e di notizie fino a qualche anno fa impensabile, e la denuncia di zone sporche e abbandonate è continua. E ci si incontra e ci si confronta con buona volontà cercando di capire cosa si possa fare.

Associazioni si attrezzano per andare a ripulire: TivoliNet (rete di commercianti e liberi professionisti) ha presentato una calendarizzazione di “giornate ecologiche” proprio per sensibilizzare la cittadinanza su questo tema. Qualche cittadino aderisce. Qualcuno guarda con curiosità, qualcun altro non capisce perché pulire la città. Ma probabilmente è uno di quelli che questa città la sente come casa sua.

Qualche lavoratore dell’Asa rilancia parlando delle condizioni inumane in cui deve lavorare chiedendo contestazione
- verso la politica che ha massacrato la società che gestisce la pulizia delle strade e la raccolta dei rifiuti, giocando da sempre con le poltrone: come non essere d’accordo?
- verso quei commercianti che non pagano l’immondizia (motivo per cui l’azienda è in rosso )
e poi vanno a pulire le strade: su questo riesco a essere d’accordo solo in parte.
Più che prendersela col piccolo commerciante che non riesce ad arrivare a fine mese e che spera che pulendo un po’ le strade qualcuno torni a percorrerle, bisognerebbe riprendersela con le grandi utenze che alla tassa sui rifiuti fanno le pernacchie, dalla Asl, al Comune stesso, passando per le grandi catene di supermercati (e le terme? Quanto pagano? Come viene conteggiata la quadratura?)

In questo momento in cui le piccole e medie imprese sono paralizzate, perdono lavoro e mandano a casa i dipendenti, ciò che va evitato è la “guerra fra poveri”: questa città la si rialza tutti insieme o andrà sempre peggio.
Fermo restando che invece per i farabutti che possono permetterselo univoca deve essere la condanna.

Il problema è quindi squisitamente politico e spero anche che i lavoratori dell’Asa, ai quali ovviamente va tutta la mia solidarietà, si rendano conto che quella politica che ha permesso tutto questo, è quella stessa politica che in tanti, nelle aziende municipalizzate (ASA compresa), hanno contribuito a sostenere attraverso il voto di scambio: “se vuoi lavorare allora tu e la tua famiglia dovete votare me”.
Un ricatto dei peggiori, perché gioca col bisogno, e che causa incalcolabili danni collettivi (e quindi anche agli stessi che cedono perché disperati e devono mettere il pane a tavola) perché fa prendere consenso a una politica poco sana che è da combattere, sempre e comunque.

In tutto questo le facce che si incontrano camminando per la città sono sempre più tristi e grigie. Il peso del “brutto” si fa sentire.
E si farà sentire soprattutto in futuro, in tutti quei bambini che diverranno ragazzi e poi adulti, nati e cresciuti tra sporcizia, degrado e centri commerciali, piuttosto che circondati da piante e fiori, a giocare in un parco curato o per i vicoli di un centro storico bello da spezzare il fiato.

Infine volevo segnalare un'iniziativa di vetrina dei Capitani Coraggiosi guidati da Ettore Tirrò, consigliere PDL che fino alla fine ha sostenuto la giunta Gallotti e che ha avuto in quota anche l’assessore all’ambiente: inappropriati ad amministrare si sono messi a pulire anche loro.
Tirrò è anche quello che due anni or sono finì su Repubblica per la parentopoli Atac http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/12/07/news/parentopoli_atac_marchi_in_bilico-9910514/ e che ora è pronto a riprendersi a colpi di ramazza una verginità perduta.
L’importante è che stia attento al manico.

Tivoli fresh&clean. Passo e chiudo.