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La bandiera blu trapuntata di stelle sventola dai balconi e dalle finestre delle istituzioni.

Ma l’unica Europa che viviamo, oltre allo sport, ai viaggi e agli Easmus, è quella della tv, fatta di spead e di  Germania, quell’Europa a due velocità che sta bene solo a chi corre di più.

Eppure l’Europa è opportunità.
Ogni anno infatti l’Italia rimanda indietro al mittente 45 miliardi di euro che la stessa Europa stanzia come fondi per sanare le piaghe sociali, per creare sviluppo, lavoro e sostenibilità: una possibilità per i giovani di crearsi una vita dignitosa in questo Paese.

Progetti di ogni tipo vengono finanziati dall’Europa. E allora cosa accade? Perché questi fondi non vengono utilizzati?
La realtà è che alla mancanza di informazione si aggiungono le difficoltà burocratiche famose nel nostro Paese.

Ecco perché è necessario che all’interno della pubblica amministrazione nasca uno sportello  dove lavorino donne e uomini competenti in grado di candidare e gestire progetti europei: servono figure professionali  in grado di reperire tempestivamente le informazioni su eventuali finanziamenti, di redigere i progetti, di tenere relazioni con la Commissione europea, di gestire concretamente le proposte finanziate.

Non può esserci politica se non si guarda con attenzione e progettazione al futuro.
La creazione di un progetto di ingresso in Europa attraverso uno sportello in grado di fornire assistenza all’amministrazione comunale e ai soggetti privati (a cominciare dai giovani ormai sempre più costretti a fuggire per mancanza di opportunità) è necessario per risanare le difficoltà che vive oggi questo territorio.

Ed è la politica che deve occuparsene, anche se, vedendo che in questa città non riesce neanche a gestire con rigore e profitto le tre aziende municipalizzate, tappare le buche, eliminare il degrado e tutelare il patrimonio artistico-naturale e la salute, più che venire qualche dubbio, la speranza affonda.
Pur se, nonostante questo, i politici nostrani carriera la fanno!

Ma Tivoli2014 arriverà presto.
E sarà allora che questa città andrà liberata dalla sua arretratezza, dalla sua ipocrisia, dalla faziosità esasperata che non le consente di essere ricca e florida come le sue possibilità ci raccontano.

Sognomatto tiburtino a 12 stelle.
Le stelle di un'Europa che dobbiamo sfruttare, non subire urlandole contro, a cominciare dalla nostra città.